Trattamento delle fratture prossimali di omero con innesti ossei di origine equina

Ortopedia

2018

Autore: Lucidi G.

L’utilizzo di innesti ossei di origine equina può contribuire al successo del trattamento delle fratture prossimali di omero.

La scheda riepiloga i risultati di un’analisi retrospettiva delle cartelle cliniche dei pazienti sottoposti a riduzione e sintesi chirurgica di una frattura dell’omero prossimale tra gennaio 2008 e novembre 2012. Sono stati inclusi pazienti con una frattura di grado da 2 a 4 secondo Neer, trattata posizionando una placca LCP e con innesto concomitante dei blocchi e/o cunei Bioteck. I risultati si riferiscono a 117 pazienti, 49 uomini e 68 donne, di età media di 67.2 ± 12.6 anni, con fratture di grado 2, 3, 4 secondo Neer rispettivamente nel 15, 52 e 33% dei casi.

Dopo un anno si è eseguito un controllo radiografico e la funzionalità articolare è stata valutata attraverso la scala di Constant-Murley. I risultati di questo studio retrospettivo dimostrano come l’impiego dei sostituti ossei Bioteck rappresenti un ausilio efficace nel trattamento delle fratture di omero prossimale attraverso tecnica ORIF e posizionamento di una placca LCP.

Pubblicato su Bioteck Othopedics Sheets, Bioteck Academy Sheets

Trattamento delle fratture prossimali

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