Adesione di osteoclasti umani a sostituti ossei di origine animale resi biocompatibili per via termica o enzimatica

Dati sperimentali

2016

La scheda riassume i risultati di due lavori pubblicati nel 2009 sul Journal of Biomedical Materials Research e sul Clinical Oral Implant Research (COIR), dai gruppi di ricerca congiunti dell’Università di Chieti e dell’ University College di Londra.

Nei due studi è stata applicata la stessa metodologia sperimentale per investigare quale sia il comportamento di osteoclasti umani coltivati su due differenti sostituti ossei di origine animale: il sostituto Osteoxenon (Osteoplant OX, Bioteck), prodotto a partire da osso equino reso biocompatibile attraverso il processo enzimatico a basse temperature (<60°C) Zymo-Teck, e il sostituto Bio-Oss (Bio-Oss, Geistlich), ottenuto trattando osso bovino ad alta temperatura (>600°C).

A parità di condizioni sperimentali, gli osteoclasti che aderiscono sul sostituto osseo Bioteck sono numericamente maggiori e biologicamente più attivi rispetto a quello che si osserva sul sostituto di origine bovina trattato per via termica (Bio- Oss, Geistlich).

Pubblicato su Bioteck Research Leaflets - Scientific Evidence, Bioteck Academy Leaflets

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